lunedì 5 ottobre 2009

Qualche decina di "Stelle collassate" dopo...

Dopo ben 9 mesi dopo il mio ultimo post rieccomi a scrivere.
La mia lunga assenza e' dettata piu' per pigriza che per mancanza di tempo libero.
Stavo pensando di mettere su questo blog un avvenimento che mi capito' 3 anni fa'.
Solo che prima ho qualcos'altro da scrivere.
Oggi ho letto parte del libro autobiografico di mia madre e devo dire che ho avuto molte conferme dei miei sospetti.
La vita e' cosi complessa che e' assurdo poter fare previsioni in merito.
Sono veramente Assurde le coincidenze e gli intrecci che ci possono essere dietro ad una vita di un essere vivente.
Un'altra cosa importante che ho scoperto e' come una madre possa tenere nascoste alcune cose, tutte le volte che l'ho azzittita dicendo "Tu non hai nemmeno finito l'Universita' " oppure "Ma tu cosa ne vuoi sapere del "voler bene" ad una persona." e ogni maledettissima volta scostava soltanto lo sguardo dandomi ragione.
Concludo scrivendo per iscritto cio' che era nato in me da qualche tempo, ossia che mio Zio era un grande.
Zio "Tommaso Vitelli".
Un eroe degli anni 70.
Riporto un pezzo del libro di mia madre che mi ha costretto ad alzarmi dalla sedia e farmi un giro per non rischiare di versare una lacrima.
La "Nipote" ovviamente e' mia madre che era stata rapita dal padre e portata in germania.

"zio Tatti partì alla volta della germania per riportare a casa sua nipote.
Immagino 50 anni fa' quali difficoltà potesse incontrare un contadino, senza neppure la licenza di quinta elementare, che riusciva a malapena a parlare l'italiano e che conosceva solo il dialetto del suo paese, perso per le strade di Colonia (Germania).
Ma aveva cervello e intuito.
E la motivazione più grossa, che era dettata da un amore smisurato e da una paura per me che gli toglieva il respiro.
Cominciò esattamente da dove doveva cominciare, ossia dal quartiere Italiano della Città."

Ecco questo pezzo esprime appieno cio' che fu', cio' che e' e cio che resterà mio zio.
Un eroe.

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