Un Robot si puo' chiamare vita?
Secondo me si.
Attenzione, non parlo di Esistenza ma di Vita.
Certo, non parlo di una vita di chissa quale livello, una vita base.
Nel senso ci sono delle cose a cui assegnamo come aggettivo "Vivo" che possono essere paragonate benissimo ad un robot.
Ora mi sfugge il nome, ma ci sono microrganismi "vivi" che fanno questo:
Girano tutto il giorno e quando sbattono sul cibo, mangiano.
Un Robot se programmato e costruito nel modo giusto, puo' fare esattamente la stessa cosa.
Io credo che alla fine tutto si basa su reazioni fisiche e chimiche.
E sia uno che l'altro ne sono provvisti.
Anche il nostro pensare... non e' altro che un fascio di elettroni che attraversano strutture fisiche (neuroni).
Quindi la cosa che ci fa pensare e quindi vivere, e' l'elettricita'.
E quindi si potrebbe perfino estendere la definizione di vita ad una lampadina, sempre a livello basso naturalmente.
Alla fine prendo la descrizione di vita che da wikipedia:
"Come definizione estremamente generalizzata si può asserire che la vita è tutto quello che modifica se stesso e l'ambiente circostante"
Attenzione, ripeto non sto parlando ne di ESISTENZA ne di COSCIENZA, ma solo di VITA.
Quindi ogni volta che spegniamo una lampadina, spegniamo una forma di vita non cosciente, secondo le mie convinzioni xD
mercoledì 19 novembre 2008
martedì 18 novembre 2008
Partenza
Eccomi qua che compro un biglietto andata e ritorno per la Colombia.
Anche quest'anno andro' a trovare mio Padre come al solito, e come al solito, non ho la piu' pallida idea di cosa portare a mie sorelle come regalo.
Cioe'... una ragazzina che a 12 anni ha avuto 3 cellulari (l'ultimo e' un iphone) che puo' desiderare?
Diciamocelo chiaramente, mie sorelle sono viziate.
E' il colpevole di questa situazione e' mio Padre, che come sempre si lascia scardinare tutti i lucchetti del "NO" con delle esecuzioni di vittimismo degne di un attore professionista.
Anche se per ogni situazione ce un Pro e un Contro.
Una cosa interessantissima che sto pensando questi giorni riguarda il cosidetto "Destino".
Stavo pensando:
Premettendo che tutta la materia e' composta da atomi e il nostro pensare sono reazioni chimiche, potremmo definire l'intero universo come gia' "Programmato".
Mi spiego:
Mettiamo caso che io stia camminando e un tizio mi si avvicina e mi dice: "senti mi presteresti 5 euro?" e in questo momento si fermi il tempo.
Ecco.... io credo che la risposta che il mio ME dara'... sia gia' programmata.
Programmata da cosa? Beh dalle esperienze vissute, dallo stato d'animo che ho in quel momento e dai pensieri che mi attraversano il cervello in quel momento.
Quindi se conoscessi tutte le informazioni da cui dipende la mia scelta, prevederei il futuro.
Ma siccome l'Universo ne e' a conoscenza allora sicuramente il destino gia' e' programmato.
Non dico che sia gia' scritto, ma sia prevedibile.
Come un'equazione: 2-4=?
Io gia' so la risposta di quell'equazione, perche' ho tutte le informazioni necessarie, anche se la soluzione non e' ancora stata scritta.
Quindi mettiamo che io predica una risposta affermativa, e siccome ho tutte le informazioni dell'universo, posso predire anche l'istante successivo, ad esempio che il signore ringrazi.
Quindi mettiamo che ogni settore sia un istante del tempo.
E mettiamo che i valori costanti siano tutte le informazioni che in quell'istante si trovano nell'universo.
Ne esce una cosa del tipo:
|5-6+1+5=x| x+4+2-6=y|y-5+5+1=z|
Ecco mettiamo che io voglia predirre il futuro fino a Z e ho tutte le informazioni attuali che mi servono visto che VIVO in quel momento, quindi questo stato mi portera' la soluzione Y che potro' utilizzare nell'istante successivo.
Quindi per induzione posso predire tutto il futuro restando nel mio spazio di tempo.
Ecco, magari l'esposizione e' contorta, ma il punto secondo me e':
"Tutto e' programmato"
Anche quest'anno andro' a trovare mio Padre come al solito, e come al solito, non ho la piu' pallida idea di cosa portare a mie sorelle come regalo.
Cioe'... una ragazzina che a 12 anni ha avuto 3 cellulari (l'ultimo e' un iphone) che puo' desiderare?
Diciamocelo chiaramente, mie sorelle sono viziate.
E' il colpevole di questa situazione e' mio Padre, che come sempre si lascia scardinare tutti i lucchetti del "NO" con delle esecuzioni di vittimismo degne di un attore professionista.
Anche se per ogni situazione ce un Pro e un Contro.
Una cosa interessantissima che sto pensando questi giorni riguarda il cosidetto "Destino".
Stavo pensando:
Premettendo che tutta la materia e' composta da atomi e il nostro pensare sono reazioni chimiche, potremmo definire l'intero universo come gia' "Programmato".
Mi spiego:
Mettiamo caso che io stia camminando e un tizio mi si avvicina e mi dice: "senti mi presteresti 5 euro?" e in questo momento si fermi il tempo.
Ecco.... io credo che la risposta che il mio ME dara'... sia gia' programmata.
Programmata da cosa? Beh dalle esperienze vissute, dallo stato d'animo che ho in quel momento e dai pensieri che mi attraversano il cervello in quel momento.
Quindi se conoscessi tutte le informazioni da cui dipende la mia scelta, prevederei il futuro.
Ma siccome l'Universo ne e' a conoscenza allora sicuramente il destino gia' e' programmato.
Non dico che sia gia' scritto, ma sia prevedibile.
Come un'equazione: 2-4=?
Io gia' so la risposta di quell'equazione, perche' ho tutte le informazioni necessarie, anche se la soluzione non e' ancora stata scritta.
Quindi mettiamo che io predica una risposta affermativa, e siccome ho tutte le informazioni dell'universo, posso predire anche l'istante successivo, ad esempio che il signore ringrazi.
Quindi mettiamo che ogni settore sia un istante del tempo.
E mettiamo che i valori costanti siano tutte le informazioni che in quell'istante si trovano nell'universo.
Ne esce una cosa del tipo:
|5-6+1+5=x| x+4+2-6=y|y-5+5+1=z|
Ecco mettiamo che io voglia predirre il futuro fino a Z e ho tutte le informazioni attuali che mi servono visto che VIVO in quel momento, quindi questo stato mi portera' la soluzione Y che potro' utilizzare nell'istante successivo.
Quindi per induzione posso predire tutto il futuro restando nel mio spazio di tempo.
Ecco, magari l'esposizione e' contorta, ma il punto secondo me e':
"Tutto e' programmato"
domenica 16 novembre 2008
Una Giornata
Ieri e' stata una giornata da ricordare, piu' o meno e' andata cosi':
Dopo aver fatto allenamento di bandiera sono andato a casa e mi son messo d'accordo per uscire la sera.
Quindi passo a prendere Ferdinando ed Italo per poi andare a Latina.
Dopo una serata passata all'insegna del Bowling, si fa ritorno al paese e lascio ognuno alle proprie case.
Parcheggio la macchina e mi incammino verso casa a piedi.
Arrivato davanti al portone prendo la chiave... la inserisco nella serratura e non entra.
Riprovo... Niente.
Penso: "Vuoi vedere che mi hanno chiuso fuori, e hanno lasciato la chiave inserita dall'altra parte della serratura?", la mia previsione sarebbe stata confermata da mia nonna la mattina seguente.
Allora poso la chiave e cerco un modo per entrare abusivamente dentro casa.
Guardo le finestre.
In genere mia madre le lascia aperte perennemente, ma questa volta sono ben chiuse.
Abbasso lo sguardo, guardo il balcone e ci salgo su.
Provo a far ricorso a tutte le mie abilita' da scassinatore sulla finestra, ma con scarsi risultati.
Noto, in un vaso sul balcone, un Coltello piantato nella terra.
Lo prendo, scendo dal balcone facendo non poco rumore e provo a girare la chiave all'interno dalla serratura.
Niente da fare.
Mi accorgo in quel momento che ho un cellulare, quindi mi frugo in tasca e lo prendo.
Scarico.
Sembra proprio che la Fortuna sia bendata, ma sua sorella, la Sfortuna, ci veda benissimo, perche' mi sta guardando con grande attenzione esattamente dalle 11:40.
Poso il coltello sul balcone e scendo le scali, nel mentre alcune monete, fuoriuscite dalla mia tasca e richiamate dalla forza di gravita', cadono sui gradini.
Il mio cervello a quel punto collega le "monete" a "cabina telefonica" e quest'ultima a "Piazza Signina".
Eggia' in Piazza Signina ci sono proprio due cabine telefoniche!!!
Allora mi incammino a passo svelto verso le cabine, inserisco le monete e chiamo.
Squilla.
Richiamo.
Squilla.
Richiamo.
Squilla.
Niente.
Mi immagino che, come RARAMENTE succede, il mio cane abbia staccato la presa del telefono con la coda quando ha fatto le feste a mia madre che rientrava a casa.
Allora provo a ricordare il cellulare di mia madre.
Ci riesco e chiamo.
Non squilla.
Qui penso che non solo la Sfortuna ci veda benissimo, ma ha anche un fucile da precisione puntato contro di me.
A questo punto non mi rimane nient'altro da fare che andare in macchina.
Arrivato alla macchina, metto in orizzontale il sedile anteriore del passeggero e mi sdraio.
Chiudo bene il mio canadese contraffatto, che devo dire mi ha salvato da una sicura assiderazione.
Guardo le stelle dal finestrino posteriore e passo la notte contemplando l'infinito e bestemmiando Dio.
Apro gli occhi di scatto.
Il rumore di uno sportello che si chiude mi ha fatto da sveglia questa mattina.
Apro la portiera della macchina e spavento due gatti che stavano dietro la mia vettura.
Si aspettavano di tutto meno che vedere una figura alta 196cm, con addosso un giubotto imbottito, un cappuccio di pelo e una faccia che spaventerebbe la bambina di The Ring, uscire alle 7:10 da una macchina con i vetri appannati.
Vado a casa e Suono.
Mi apre mia nonna.
Salgo e attacco la presa del telefono.
Mi volto e tolgo la chiave dalla porta.
Apro la finestra del balcone e dico a mia nonna: "Nonna... vado a dormire"
Dopo aver fatto allenamento di bandiera sono andato a casa e mi son messo d'accordo per uscire la sera.
Quindi passo a prendere Ferdinando ed Italo per poi andare a Latina.
Dopo una serata passata all'insegna del Bowling, si fa ritorno al paese e lascio ognuno alle proprie case.
Parcheggio la macchina e mi incammino verso casa a piedi.
Arrivato davanti al portone prendo la chiave... la inserisco nella serratura e non entra.
Riprovo... Niente.
Penso: "Vuoi vedere che mi hanno chiuso fuori, e hanno lasciato la chiave inserita dall'altra parte della serratura?", la mia previsione sarebbe stata confermata da mia nonna la mattina seguente.
Allora poso la chiave e cerco un modo per entrare abusivamente dentro casa.
Guardo le finestre.
In genere mia madre le lascia aperte perennemente, ma questa volta sono ben chiuse.
Abbasso lo sguardo, guardo il balcone e ci salgo su.
Provo a far ricorso a tutte le mie abilita' da scassinatore sulla finestra, ma con scarsi risultati.
Noto, in un vaso sul balcone, un Coltello piantato nella terra.
Lo prendo, scendo dal balcone facendo non poco rumore e provo a girare la chiave all'interno dalla serratura.
Niente da fare.
Mi accorgo in quel momento che ho un cellulare, quindi mi frugo in tasca e lo prendo.
Scarico.
Sembra proprio che la Fortuna sia bendata, ma sua sorella, la Sfortuna, ci veda benissimo, perche' mi sta guardando con grande attenzione esattamente dalle 11:40.
Poso il coltello sul balcone e scendo le scali, nel mentre alcune monete, fuoriuscite dalla mia tasca e richiamate dalla forza di gravita', cadono sui gradini.
Il mio cervello a quel punto collega le "monete" a "cabina telefonica" e quest'ultima a "Piazza Signina".
Eggia' in Piazza Signina ci sono proprio due cabine telefoniche!!!
Allora mi incammino a passo svelto verso le cabine, inserisco le monete e chiamo.
Squilla.
Richiamo.
Squilla.
Richiamo.
Squilla.
Niente.
Mi immagino che, come RARAMENTE succede, il mio cane abbia staccato la presa del telefono con la coda quando ha fatto le feste a mia madre che rientrava a casa.
Allora provo a ricordare il cellulare di mia madre.
Ci riesco e chiamo.
Non squilla.
Qui penso che non solo la Sfortuna ci veda benissimo, ma ha anche un fucile da precisione puntato contro di me.
A questo punto non mi rimane nient'altro da fare che andare in macchina.
Arrivato alla macchina, metto in orizzontale il sedile anteriore del passeggero e mi sdraio.
Chiudo bene il mio canadese contraffatto, che devo dire mi ha salvato da una sicura assiderazione.
Guardo le stelle dal finestrino posteriore e passo la notte contemplando l'infinito e bestemmiando Dio.
Apro gli occhi di scatto.
Il rumore di uno sportello che si chiude mi ha fatto da sveglia questa mattina.
Apro la portiera della macchina e spavento due gatti che stavano dietro la mia vettura.
Si aspettavano di tutto meno che vedere una figura alta 196cm, con addosso un giubotto imbottito, un cappuccio di pelo e una faccia che spaventerebbe la bambina di The Ring, uscire alle 7:10 da una macchina con i vetri appannati.
Vado a casa e Suono.
Mi apre mia nonna.
Salgo e attacco la presa del telefono.
Mi volto e tolgo la chiave dalla porta.
Apro la finestra del balcone e dico a mia nonna: "Nonna... vado a dormire"
venerdì 14 novembre 2008
Si comincia
Avvolto nel mio mantello di pensieri, come ogni sera mi ritrovo a pensare a cosa ne sara' di me in futuro e su quali vie mi porteranno le mie decisioni, mentre Iggy Pop si esibisce in un esecuzione di "The Passenger" nelle mie cuffie, canzone che rispecchia ESATTAMENTE il mio stato d'animo.
Questa sera' pero' ho deciso di mettere tutto nero su bianco attraverso un Blog, naturalmente personale che non diffondero'.
Vediamo quanto riuscira' a durare.
Questa sera' pero' ho deciso di mettere tutto nero su bianco attraverso un Blog, naturalmente personale che non diffondero'.
Vediamo quanto riuscira' a durare.
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