domenica 16 novembre 2008

Una Giornata

Ieri e' stata una giornata da ricordare, piu' o meno e' andata cosi':
Dopo aver fatto allenamento di bandiera sono andato a casa e mi son messo d'accordo per uscire la sera.
Quindi passo a prendere Ferdinando ed Italo per poi andare a Latina.
Dopo una serata passata all'insegna del Bowling, si fa ritorno al paese e lascio ognuno alle proprie case.
Parcheggio la macchina e mi incammino verso casa a piedi.
Arrivato davanti al portone prendo la chiave... la inserisco nella serratura e non entra.
Riprovo... Niente.
Penso: "Vuoi vedere che mi hanno chiuso fuori, e hanno lasciato la chiave inserita dall'altra parte della serratura?", la mia previsione sarebbe stata confermata da mia nonna la mattina seguente.
Allora poso la chiave e cerco un modo per entrare abusivamente dentro casa.
Guardo le finestre.
In genere mia madre le lascia aperte perennemente, ma questa volta sono ben chiuse.
Abbasso lo sguardo, guardo il balcone e ci salgo su.
Provo a far ricorso a tutte le mie abilita' da scassinatore sulla finestra, ma con scarsi risultati.
Noto, in un vaso sul balcone, un Coltello piantato nella terra.
Lo prendo, scendo dal balcone facendo non poco rumore e provo a girare la chiave all'interno dalla serratura.
Niente da fare.
Mi accorgo in quel momento che ho un cellulare, quindi mi frugo in tasca e lo prendo.
Scarico.
Sembra proprio che la Fortuna sia bendata, ma sua sorella, la Sfortuna, ci veda benissimo, perche' mi sta guardando con grande attenzione esattamente dalle 11:40.
Poso il coltello sul balcone e scendo le scali, nel mentre alcune monete, fuoriuscite dalla mia tasca e richiamate dalla forza di gravita', cadono sui gradini.
Il mio cervello a quel punto collega le "monete" a "cabina telefonica" e quest'ultima a "Piazza Signina".
Eggia' in Piazza Signina ci sono proprio due cabine telefoniche!!!
Allora mi incammino a passo svelto verso le cabine, inserisco le monete e chiamo.
Squilla.
Richiamo.
Squilla.
Richiamo.
Squilla.
Niente.
Mi immagino che, come RARAMENTE succede, il mio cane abbia staccato la presa del telefono con la coda quando ha fatto le feste a mia madre che rientrava a casa.
Allora provo a ricordare il cellulare di mia madre.
Ci riesco e chiamo.
Non squilla.
Qui penso che non solo la Sfortuna ci veda benissimo, ma ha anche un fucile da precisione puntato contro di me.
A questo punto non mi rimane nient'altro da fare che andare in macchina.
Arrivato alla macchina, metto in orizzontale il sedile anteriore del passeggero e mi sdraio.
Chiudo bene il mio canadese contraffatto, che devo dire mi ha salvato da una sicura assiderazione.
Guardo le stelle dal finestrino posteriore e passo la notte contemplando l'infinito e bestemmiando Dio.
Apro gli occhi di scatto.
Il rumore di uno sportello che si chiude mi ha fatto da sveglia questa mattina.
Apro la portiera della macchina e spavento due gatti che stavano dietro la mia vettura.
Si aspettavano di tutto meno che vedere una figura alta 196cm, con addosso un giubotto imbottito, un cappuccio di pelo e una faccia che spaventerebbe la bambina di The Ring, uscire alle 7:10 da una macchina con i vetri appannati.
Vado a casa e Suono.
Mi apre mia nonna.
Salgo e attacco la presa del telefono.
Mi volto e tolgo la chiave dalla porta.
Apro la finestra del balcone e dico a mia nonna: "Nonna... vado a dormire"

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